Tempio dorico di Paestum visto tra gli alberi, con colonne in pietra calcarea e cielo azzurro sullo sfondo
Uno dei templi dorici dell'area archeologica di Paestum — foto: Berthold Werner · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi soggiorna a Battipaglia ha un vantaggio che in pochi conoscono davvero: Paestum è a pochi minuti d'auto, eppure racchiude uno dei complessi di templi greci meglio conservati al mondo, paragonabile solo ad Atene. Non serve organizzare una gita di un giorno intero: basta un mattino o un tardo pomeriggio per restare senza fiato davanti a colonne che reggono in piedi da duemilacinquecento anni.

Poseidonia, la città fondata dai Greci

Paestum nasce come Poseidonia, colonia fondata dai coloni greci di Sibari intorno al 600 a.C. sulla piana del fiume Sele. Il nome cambiò in epoca romana, quando la città fu conquistata e ribattezzata Paestum, ma l'impianto urbano e soprattutto i templi rimasero al loro posto, attraversando indenni oltre due millenni di storia, abbandoni e riscoperte. Il sito, insieme al Museo, è entrato nel 1998 nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

I tre templi dorici

Il cuore dell'area archeologica sono tre templi in stile dorico, costruiti in un arco di circa cento anni. Il più antico è il Tempio di Hera, detto anche "Basilica", risalente al 550 a.C. circa: è l'unico tempio greco d'epoca arcaica giunto fino a noi con l'intero perimetro di colonne integro, nove sul fronte e diciotto sui lati lunghi. Il Tempio di Nettuno (in realtà dedicato probabilmente a Hera o ad Apollo), costruito intorno al 450 a.C., è il più grande e il meglio conservato dei tre, con la cella interna divisa in tre navate. Il Tempio di Cerere (in realtà dedicato ad Atena), del 500 a.C. circa, chiude idealmente la sequenza cronologica tra i tre monumenti.

Consiglio pratico: gli orari di apertura del parco archeologico e del Museo variano tra bassa e alta stagione, con ultimo ingresso in anticipo rispetto alla chiusura. Prima di partire conviene sempre controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale del Parco Archeologico di Paestum e Velia.

Il Museo Archeologico Nazionale

A pochi passi dall'area dei templi, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum raccoglie i reperti restituiti dagli scavi: ceramiche, metope, corredi funerari e soprattutto la celebre Tomba del Tuffatore, una tomba a cassa del V secolo a.C. dipinta con l'unico esempio di pittura greca a soggetto figurato con figura umana giunto integro dall'epoca classica. La scena del tuffatore che si lancia da una piattaforma verso l'acqua è diventata uno dei simboli stessi di Paestum, oltre che uno dei documenti pittorici più preziosi del mondo antico.

Le mura e la città romana

Attorno ai templi corre ancora buona parte della cinta muraria greco-romana, lunga circa cinque chilometri, con alcune porte originarie ancora visibili. Passeggiando tra le rovine si incontrano anche il foro romano, l'anfiteatro e i resti delle domus: un livello di lettura meno fotografato dei templi, ma che racconta la trasformazione della città da polis greca a municipio romano.

Un paesaggio che cambia con le stagioni

Chi visita Paestum in primavera trova i prati attorno ai templi coperti di papaveri e fiori di campo, uno scenario che rende ancora più suggestivo lo scatto fotografico con le colonne doriche sullo sfondo. In estate la luce del mattino presto o del tardo pomeriggio è la più indicata, sia per la qualità della luce sia per evitare le ore più calde della giornata: l'area archeologica è quasi completamente priva di ombra, e il caldo campano di luglio e agosto si fa sentire. In autunno e inverno, con meno visitatori, la visita assume un ritmo più lento e contemplativo, ed è il momento migliore per chi vuole godersi il sito senza la folla dell'alta stagione.

Non solo templi: la piana del Sele e i bufali

Il territorio che circonda Paestum è anche quello della Piana del Sele, la stessa area agricola in cui si trova Battipaglia, celebre per gli allevamenti di bufala e la produzione della mozzarella DOP. Non è raro, percorrendo le strade di campagna che portano ai templi, incontrare mandrie di bufale al pascolo: un'immagine che racconta quanto il territorio cilentano-salernitano intrecci archeologia, agricoltura e paesaggio in un'unica identità.

Per chi alloggia a Pietra Marina, dedicare una mattinata a Paestum è probabilmente la prima cosa da mettere in agenda: dopo i templi, il ritorno al lido di Battipaglia per il pranzo e un pomeriggio di mare è un contrasto — storia antica e acqua fresca — che vale da solo il viaggio in Campania.

Paestum a due passi da Pietra Marina

Siamo a pochi minuti d'auto dal parco archeologico: la base ideale per dedicare una mattinata ai templi e il resto della giornata al mare del nostro lido riservato.